Thomas Bayrle
Flying Home

Artissima, Internazionale d’Arte Contemporanea, in occasione dell’edizione 2016 presenta Flying Home, un progetto collaterale inedito, appositamente concepito per la città, realizzato in collaborazione con l’Aeroporto di Torino e curato da Sarah Cosulich.

Torino Airport | Sagat si presenta per la prima volta come partner impegnato nella progettazione di un’iniziativa di produzione artistica, accogliendo la sfida di Artissima di sperimentare modelli nuovi e contaminare luoghi inaspettati e pubblici diversi. Due soggetti della città apparentemente distanti collaborano a un’iniziativa culturale sorprendente, invitando il grande artista tedesco Thomas Bayrle a proporre un’opera specifica per lo scalo torinese.

Thomas Bayrle (Berlino, 1937) è considerato il pioniere del movimento Pop tedesco. Anticipatore del linguaggio digitale prima che questo potesse essere immaginato, l’artista tedesco ha costruito fin dagli anni Sessanta immagini totali attraverso l’utilizzo della stessa immagine (o di piccole immagini correlate) ripetute infinitamente come tante unità di un unico ideale insieme.

L’aeroporto, luogo di transito in cui migliaia di vite si incrociano quotidianamente, è particolarmente significativo e ricorrente nella ricerca di Bayrle che nel suo lavoro rivela dinamiche della nostra società, del nostro muoverci nello spazio, dell’economia, della tecnologia fino alla religione, tutte in connessione tra loro perché guidate da un fondamentale principio di ripetizione. Autore di una forma di “digitalizzazione artigianale”, Bayrle ha costruito “a mano” ciò che anni dopo il computer avrebbe processato automaticamente: disegna, stampa, distorce, ritaglia e ricompone le unità per poi costituire l’insieme.

Con Flying Home Thomas Bayrle sceglie l’area ritiro bagagli per trasformarla in un inaspettato e stimolante spazio espositivo denso di messaggi. Attraverso un’inedita sequenza di immagini, l’artista svela i meccanismi di costruzione della sua mastodontica opera Flugzeug del 1984, un aereo fatto da un milione di piccoli aerei su una superficie di 96 metri quadrati.

L’aeroplano raffigurato in Flying Home è quello realizzato nel 1980 per Lufthansa quando Bayrle, affascinato dal messaggio di velocità, tecnologia e futuro che la compagnia aerea rappresentava, aveva stampato l’opera in tiratura limitata per poi distribuirla ai passeggeri. La matrice Lufthansa, una serigrafia composta da 1.960 piccoli aerei, modificata e alterata nelle tante unità necessarie, era diventata nel 1984 uno delle centinaia di moduli dell’aereo gigante Flugzeug.

In Flying Home la matrice acquisisce un ulteriore livello: la presenza umana, la collaborazione, l’interazione, il gesto e la tridimensionalità. Per la prima volta Bayrle mette in luce la complessa elaborazione manuale della sua opera, svelando il backstage e facendo riferimento al complesso meccanismo che permette il funzionamento dell’aeroporto stesso, quel lato umano nascosto ma fondamentale nella definizione dell’insieme.

Il progetto di Artissima con l’Aereoporto di Torino collega la città in modo coinvolgente attraverso l’arte, accogliendo tutti i viaggiatori in arrivo. Per i non-viaggiatori sarà disponibile un calendario di visite speciali consultabile sul sito di Artissima e dell’Aeroporto.

 

Flying Home accoglie nell’area ritiro bagagli chi atterra a Torino ma sarà visitabile gratuitamente anche dai non viaggiatori.
Le visite aperte avranno inizio sabato 12 novembre 2016 per poi ripetersi ogni mercoledi e sabato alle ore 10:00 e alle ore 10:30. Per partecipare è necessario iscriversi preventivamente sul sito dell’aeroporto di Torino, www.aeroportoditorino.it
Per motivi di sicurezza solo i visitatori prenotati e muniti di un documento d’identità valido potranno partecipare.

 

Dove: Area Ritiro Bagagli – Torino Airport | Sagat
Quando: venerdì 4 novembre 2016 – domenica 28 maggio 2017
A cura di: Sarah Cosulich
Ideato e Prodotto da: Artissima e Torino Airport | Sagat

Partner: IGPDecaux, Lufthansa, MyChef, Heinemann

Con il supporto di: Camera di commercio di Torino, Goethe-Institut Turin

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